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Chiesa di Santa Maria Assunta

in Gissi

Immagine: ChiesaSMariaAssunta

Denominazione:
CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Comune e provincia:
Gissi (Ch)

Tipologia:
Impianto a tre navate con cappelle laterali

Ubicazione:
Via Salita Castello, da Via La Chiesa

Utilizzazione:
Fruibile, chiesa regolarmente officiata

Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche/restauri:
Ante 1568; trasformazioni successive: XVIII-XIX secolo.

Stato di conservazione:
Buono stato di conservazione per l’interno e l’esterno della fabbrica. Questo è uno degli unici casi in cui sono state effettuate delle parziali indagini conoscitive utili per la conoscenza della chiesa1) . (M. Ma.)

1) Per motivi vari, come ad esempio le risorse esigue, l’impellenza di riaprire i luoghi di culto, il timore di incorrere in lungaggini burocratiche e in maggiori spese, le Soprintendenze sempre prese ognuna dalle proprie urgenze, quasi sempre non venivano e non vengono effettuate adeguate indagini archeologiche e stratigrafiche (saggi archeologici e/o saggi di discoprimento sugli intonaci, indagini non distruttive ma anche attenta vagliatura e studio dei materiali di risulta in pozzi, cisterne, fosse, estradossi di volte ecc.), fatta eccezione, ed è importante ribadirlo, per il valore esemplare di alcuni casi come: Vasto, chiesa di Sant’Onofrio (per la ricerca dei dipinti murali nelle pareti superstiti della chiesa originaria), Gissi, chiesa di Santa Maria Assunta) e in scala provinciale, Lanciano, Chiesa di San Francesco d’Assisi.
Altri danni o perdita totale del bene si sono avuti quando le ricostruzioni sono avvenute nel sito antico o in prossimità di questo (per es. in passato Castelguidone, chiesa di Santa Maria della Stella; Castiglione M. M., chiesa di Santa Maria del Monte; Gissi, chiesa di San Bernardino da Siena; Monteodorisio, chiesa di San Bernardino da Siena, Scerni, chiesa della Madonna della Strada e di recente Roccaspinalveti, chiesa di San Pietro, Castelguidone, chiesa di San Vito). Ai danni “recenti” vanno aggiunti anche i danni derivati, sebbene compensati da nuove produzioni artistiche e architettoniche quando in generale nel ‘700, ma anche più tardi, le chiese medievali e cinquecentesche sono state radicalmente trasformate spostando anche (e forse così salvandoli) intere partiture architettoniche e numerosi elementi erratici in pietra scolpita.
Si è voluto riportare queste note sullo stato di conservazione anche per invitare cittadini, visitatori, tecnici e amministratori a guardare oltre l’apparenza della situazione attuale e ricostruire almeno “virtualmente” le fasi evolutive di questi monumenti in modo da concorrere, perché no, ad un vero e proprio recupero. Casi di restauro recenti, meritori per l’abnegazione delle comunità locali, come Castiglione M. M., chiesa di San Michele Arcangelo; Furci, chiesa San Sabino; Fraine, chiesa Santa Maria Materdomini ecc. forse, avrebbero potuto offrire di più ai cittadini e ai visitatori contribuendo anche alla crescita della memoria locale. (M. Ma.)


Descrizione dell’edificio con riferimento a forme, materiali e tecniche costruttive:
Il nucleo originario era costituito da un’aula unica, allungata, di tipo basilicale. Nel ‘700 la chiesa venne ampliata e trasformata. Il campanile, in pietra calcarea e diviso in più registri da cornici marcapiano, risale al XVIII secolo ma fu interessato da ristrutturazioni nel corso del XIX-XX secolo.
La facciata principale, un tempo in pietra, presenta un paramento murario in cortina laterizia in mattoni rossi faccia-vista, realizzato negli anni ’50 del XX secolo insieme al portone e ai tre rosoni in calcestruzzo. Le facciate laterali sono costituite da elementi lapidei di natura calcarea squadrati ad ascia.
L’ interno presenta una navata centrale e due laterali a tre campate interamente voltate, con otto cappelle (quattro per lato) nelle due navate laterali. Nel XVIII secolo vennero aggiunte le due cappelle del Sacro Cuore e dell’Immacolata e la sacrestia.
Sopra la porta d’ ingresso, in una cantoria in muratura sorretta da colonne, è collocato il pregevole organo ligneo di fine seicento dal parapetto tripartito in campate divise da quattro colonne riccamente dorate e decorate con motivi floreali e sormontate da capitelli ionici.
La chiesa è stata interessata recentemente da un intervento di consolidamento strutturale e di restauro. (M. M.)

Bibliografia:
- V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];
- La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Gissi. Storia, immagini, scritti, relazioni e resoconti dei lavori di restauro, a cura di V. Renzetti e I. Bona, Vasto, 2006 ;
- A. Mammarella (a cura di), Il suono dell’arte. Gli organi antichi della Provincia di Chieti, Teramo, 2002;
- G. Oliva Arcivescovo dal 1568 al 1577 in Meaolo G., I vescovi di Chieti e i loro tempi, Vasto (Ch), 1996;
- E. A. Paterno, Città e paesi d’Abruzzo e Molise, Pescara, 1963.

Antologia:

G. Oliva Arcivescovo dal 1568 al 1577 in Meaolo G., I vescovi di Chieti e i loro tempi, Vasto (Ch), 1996, pp. 81-82

«Il 18 maggio 1568 venimmo nella terra di Gisci, in cui, baciata la croce dinanzi alla porta (il Rev.mo) fece processionalmente l’ingresso nella chiesa di S. Maria, prepositurale di detta terra, dopopranzo. Fatte poi le dovute orazioni dinanzi al SS. Sacramento, conferì il sacramento della Cresima per tre ore e oltre; quindi, cantato l’Ufficio per i morti, visitò il SS. Sacramento dell’Eucarestia, collocato (?) molto convenientemente. Visitò il fonte battesimale, anch’esso ben tenuto. Frattanto il Rev.do sig. Vicario visitò le chiese seguenti, situate dentro e fuori di detta terra.
Il 4 aprile dell’XI indizione, da noi Giovanni Andrea Serisalis, Rev. Do d. Troiano Nanna, Rev.do d. Giovanni Veneziano e d. Giacomo, suddiacono della stessa terra, riuniti nella chiesa di S. Maria della predetta terra, alla presenza di Ascanio Gasparo, fu fatta la seguente descrizione, ossia:
Sancta Maria de YscJ madre ecclesia quale è sita e posta nello chiano domandato de la corte, quale in se contiene lo altare mayore intitolato alla assumptione, e nello lato dextro la capela delo corpo de chiristo, e più abasso nello medesimo lato have una capella intitolata allo presepio dela madonna e, più sotto è la capella della epiphania appresso dela quale più sotto è sancto antonio quale la possiede mastro (?) Ioancarlo basilico, e, più sotto è un’altra capella non complita, quale è dela haerede de yafesso, appresso la quale è santo biasio, quale possiede domenico de colafo dalo altro corno vi è una capella dommadata santo Bernardino, quale non è possessa da niuno, e, più abbasso, è sancto Jacobo quale non ha padrone, e, più sotto, è sancto antonio de padua, quale è de antonio de Roberto, appresso è la nuntiata senza patrone, e, più sotto, è sancta chaterina, quale è deli eredi de bartholomeo de alipho, e più abasso vi è la Magdalena, senza padroni, e dela parte de sotto accanto la porta mayore ne la chiesa vi è sancto pietro e paulo, quale è de pietro scacco, la quale chiesa have una fetta (?) e un cemiterio serrato con una casa ave se repongono le ossa de mortj».


E. A. Paterno, Città e paesi d’Abruzzo e Molise, Pescara, 1963, p. 141

«La prepositura curata di S. Maria Assunta con¬serva: un Crocifisso bizantineggiante del XIV sec. di autore ignoto, opera molto pregiata; il prospetto dell’organo, un bellissimo ricamo su legno del XVIII sec., statua lignea di S. Bernardino da Siena, pro¬tettore del paese, del secolo XV, argenteria varia, calici, ostensorio, incensiere e secchiello della scuo¬la napolitana del sec. XVII e XVIII, un Crocifisso di Nicola di Guardiagrele, sembra di argento, mo¬bile della sagrestia, e porta, opera in legno del 1700.
La Chiesa Parrocchiale non presenta niente di pe¬culiare perchè ha subito molti rimaneggiamenti at¬traverso i secoli. Sembra che il suo nucleo primitivo sia molto antico, addirittura del tempo dei Norman¬ni ed è sorto su un antico cimitero».

File: GissiChiesa1.pdf (178,69 Kb) -





 
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