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Denominazione:
CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE
Comune e provincia:
Pollutri (Ch)
Tipologia:
Impianto a tre navate
Ubicazione:
Piazza della Chiesa
Utilizzazione:
Fruibile, chiesa regolarmente officiata
Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche/restauri:
Ante 1324-1325. Trasformazioni successive: XVIII-XIX secc.
Stato di conservazione:
Buono stato di conservazione per l’interno. Mediocre stato di conservazione per l’esterno fortemente pregiudicato dalla facciata in stile revival. Le notizie di una fabbrica trecentesca (o più antica) di cui non c’è la minima traccia rendono valide le riflessioni in nota 1). (M. Ma.)
1) Per motivi vari, come ad esempio le risorse esigue, l’impellenza di riaprire i luoghi di culto, il timore di incorrere in lungaggini burocratiche e in maggiori spese, le Soprintendenze sempre prese ognuna dalle proprie urgenze, quasi sempre non venivano e non vengono effettuate adeguate indagini archeologiche e stratigrafiche (saggi archeologici e/o saggi di discoprimento sugli intonaci, indagini non distruttive ma anche attenta vagliatura e studio dei materiali di risulta in pozzi, cisterne, fosse, estradossi di volte ecc.), fatta eccezione, ed è importante ribadirlo, per il valore esemplare di alcuni casi come: Vasto, chiesa di Sant’Onofrio (per la ricerca dei dipinti murali nelle pareti superstiti della chiesa originaria), Gissi, chiesa di Santa Maria Assunta) e in scala provinciale, Lanciano, Chiesa di San Francesco d’Assisi.
Altri danni o perdita totale del bene si sono avuti quando le ricostruzioni sono avvenute nel sito antico o in prossimità di questo (per es. in passato Castelguidone, chiesa di Santa Maria della Stella; Castiglione M. M., chiesa di Santa Maria del Monte; Gissi, chiesa di San Bernardino da Siena; Monteodorisio, chiesa di San Bernardino da Siena, Scerni, chiesa della Madonna della Strada e di recente Roccaspinalveti, chiesa di San Pietro, Castelguidone, chiesa di San Vito). Ai danni “recenti” vanno aggiunti anche i danni derivati, sebbene compensati da nuove produzioni artistiche e architettoniche quando in generale nel ‘700, ma anche più tardi, le chiese medievali e cinquecentesche sono state radicalmente trasformate spostando anche (e forse così salvandoli) intere partiture architettoniche e numerosi elementi erratici in pietra scolpita.
Si è voluto riportare queste note sullo stato di conservazione anche per invitare cittadini, visitatori, tecnici e amministratori a guardare oltre l’apparenza della situazione attuale e ricostruire almeno “virtualmente” le fasi evolutive di questi monumenti in modo da concorrere, perché no, ad un vero e proprio recupero. Casi di restauro recenti, meritori per l’abnegazione delle comunità locali, come Castiglione M. M., chiesa di San Michele Arcangelo; Furci, chiesa San Sabino; Fraine, chiesa Santa Maria Materdomini ecc. forse, avrebbero potuto offrire di più ai cittadini e ai visitatori contribuendo anche alla crescita della memoria locale. (M. Ma.)
Descrizione dell’edificio con riferimento a forme, materiali e tecniche costruttive:
La parrocchiale originariamente aveva una pianta rettangolare ad aula unica. Nel 1703 appare in una illustrazione dell’abate Pacichelli dotata di una torre campanaria cuspidata.
Il prospetto attuale è in stile neoromanico, le murature sono in laterizi. In origine l’ingresso era posto sulla parete di destra: la facciata principale infatti venne realizzata solo nella metà del XX secolo. La copertura è stata rifatta nel 1972 con struttura portante in travetti.
L’interno, ampliato e rinnovato nel XVIII e nel XIX secolo, è trinavato con cappelle laterali e voltato a botte lunettata; le navate sono divise da ampi pilastri modanati. La chiesa presenta una particolare pianta ad “L” in quanto l’angolo posto sul fianco destro del presbiterio è occupato da proprietà private. Gli arconi sostengono le volte che coprono sia la navata centrale che le navate laterali.
La navata sinistra presenta al centro la cappella di San Nicola di Bari, patrono di Pollutri, con la statua lignea del santo venerata dall’inizio del XV secolo e posta nella nicchia sopra l’altare. Quest’ultima è coperta da un pregevole affresco del 1926 dell’artista molisano A. Trivisonno.
L’interno presenta delle decorazioni a stucco realizzate nella metà dell’XIX secolo: sopravvivono solo alcune tracce delle dorature originali poiché in occasione di recenti restauri sono state ridipinte. (M. M.)
Bibliografia:
- V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];
- G. Meaolo, I vescovi di Chieti e i loro tempi, Vasto (Ch), 1996;
- G. Oliva Arcivescovo dal 1568 al 1577 in G. Meaolo, I vescovi di Chieti e i loro tempi, Vasto (Ch), 1996;
- P. Sella (a cura di), Rationes decimarum Italiae : Aprutium – Molisium: le decime dei secoli XIII-XIV con carta topografica delle diocesi, Città del Vaticano, 1936.
Antologia:
G. Oliva Arcivescovo dal 1568 al 1577, in G. Meaolo, I vescovi di Chieti e i loro tempi, Vasto (Ch), 1996, pp. 61-62.
«[…] segue l’inventario dei beni mobili di detta chiesa del S. Salvatore. In primis un tabernacolo indorato, et un altro d’argento – Una coppa d’argento – Calici cinque – Una cascetta delle Reliquie – Pianete sei, doi de veluto et quattro di diamasco – Un piviale di velluto carmesino – Tonacelle cinque, doi de velluto chermisino, un altro di paonazzo et doi altri di damasco negro – Item sei altre pianete antique di varij colori – Un Gonfalone da portare avanti alle processioni – Panni d’altare tre di seta – Parati otto – Tovaglie quaranta – Piviali antiqui di colore verdo n° tre – Cuscini di seta para tre – Cannoleri di ottone doi – Cotte sei – Antofonarij tre – Messali tre».
E. A. Paterno, Città e paesi d’Abruzzo e Molise, Pescara, 1963, pp. 251-253.
«Ha una chiesa parrocchiale intitolata a S. Nicola [ma SS. Salvatore] di bella architettura. Custodisce la statua d’argento massiccio del Santo (preziosa opera del secolo XVII di origine veneziana), altari, pulpito, battesimale, or¬gano, confessionali, quadri, statue ed altri oggetti pregiati.
Fra le manifestazioni più caratteristiche della nostra regione è quella del 6 dicembre di Pollutri in onore del proprio Patrono S. Nicola di Bari: fede, folclore e tradizione si fondono armonicamente, dando luogo ad uno spettacolo magnifico e commo¬vente. Il culto era già diffuso nel 1190 quando il pit¬tore Luca da Pollutri, nel dipingere la chiesa inferiore del Monastero di S. Giovanni in Venere, volle in un affresco eternare, accanto a quella della Ver¬gine, l’immagine di S. Nicola di Bari, considerato, fin da quei lontanissimi tempi, Patrono del suo paese. Sette giorni prima, fra spari fragorosi di mor-taretti e suono di campane, decine di cavalli, vivace¬mente bardati alla «Siciliana», guidati dai proprie¬tari, sfilano per le vie del paese e trasportano al mulino altrettanti sacchi di grano, raccolto nelle questue tra la popolazione. Con la farina ricavata le donne appartenenti alle famiglie dei componenti la commissione confezionano migliaia di pani, fatti con pasta «azima». La sera della vigilia, il 5 dicem¬bre, nella piazza antistante la Chiesa parrocchiale [SS. Salvatore], in enormi caldaie si mettono a cuocere vari quintali di fave giganti, appositamente importate, mentre una gran folla assiste allo spettacolo; giacchè la cot¬tura avviene sotto forma di gara fra diverse squadre di attizzatori. Il 6 dicembre le fave lesse, condite con Spezie e olio, vengono distribuite alla popolazione, casa per casa, famiglia per famiglia. Trasportano la «devozione» donne del popolo nei classici costumi reggendo in testa artistiche « conche di rame ». Per tutta la durata della distribuzione fuochi artificiali bombardano il cielo del paese, mentre le campane suonano a distesa. Nella casa, eletta di S. Nicola, a tutti i forestieri ed ai poveri viene offerto l’ori¬ginale pranzo della festa.
Spettacolare la processione alla quale partecipa una vera marea di popolo. Tale processione è sta¬ta definita «quanto mai caratteristica, quasi una sacra rappresentazione ».
File: PollutriChiesaSSalvatore1.pdf (121,30 Kb) -